Versanti al Sole e versanti all’ombra: perché il microclima cambia anche a poca distanza
Due luoghi possono trovarsi a poche centinaia di metri di distanza, alla stessa quota e sotto lo stesso cielo, eppure avere temperature, umidità e condizioni del terreno sensibilmente diverse.
Uno dei motivi è l’orientamento dei versanti rispetto al Sole.
In un territorio collinare come quello di Gesualdo e dell’Irpinia, pendii rivolti in direzioni differenti non ricevono la stessa quantità di radiazione solare durante la giornata. Questa differenza apparentemente semplice può influenzare il riscaldamento del suolo, l’evaporazione dell’acqua, la persistenza della brina, la vegetazione e numerosi altri aspetti del microclima locale.
Per capire perché, dobbiamo osservare il territorio non soltanto in altezza, ma anche nella sua esposizione.
La stessa quota non significa lo stesso clima
Quando confrontiamo due località, uno dei primi elementi che consideriamo è spesso la quota.
Salendo di altitudine, infatti, le condizioni atmosferiche possono cambiare sensibilmente. Ma la quota rappresenta soltanto una parte della storia.
Due punti situati alla stessa altezza possono avere:
- orientamento differente;
- pendenza differente;
- diverse ore di esposizione diretta al Sole;
- maggiore o minore ventilazione;
- caratteristiche differenti del terreno e della vegetazione.
Il risultato è che il loro comportamento termico può essere diverso anche quando la situazione meteorologica generale è identica.
Che cosa significa esposizione di un versante?
L’esposizione indica la direzione verso cui è orientata una superficie inclinata.
Un versante può essere rivolto prevalentemente verso sud, nord, est, ovest oppure verso una delle direzioni intermedie.
Questa caratteristica determina come e per quanto tempo i raggi solari raggiungono direttamente il terreno.
Non dobbiamo quindi immaginare semplicemente un versante “al Sole” e uno “all’ombra” per tutta la giornata. L’illuminazione cambia continuamente con l’ora, la stagione, la posizione del Sole e l’eventuale presenza di rilievi che possono creare ombra.
Perché l’orientamento rispetto al Sole è così importante?
Il Sole fornisce energia alla superficie terrestre sotto forma di radiazione.
Quando una superficie riceve direttamente questa energia, il terreno si riscalda e successivamente trasferisce parte del calore all’aria immediatamente sovrastante.
Un versante che riceve radiazione solare più direttamente e più a lungo può quindi riscaldarsi maggiormente rispetto a un pendio che rimane in ombra per gran parte della giornata.
La differenza non riguarda soltanto la temperatura dell’aria.
Cambia prima di tutto il bilancio energetico della superficie, e da questo possono derivare numerose conseguenze.
Versanti esposti a sud e versanti esposti a nord
Alle nostre latitudini, nell’emisfero boreale, i versanti orientati verso sud tendono generalmente a ricevere una maggiore quantità di radiazione solare diretta rispetto a quelli rivolti verso nord.
Questo effetto è particolarmente evidente nei periodi dell’anno in cui il Sole rimane relativamente basso sull’orizzonte.
Un versante meridionale può quindi:
- riscaldarsi più rapidamente;
- raggiungere temperature superficiali maggiori;
- asciugarsi più velocemente dopo una precipitazione;
- presentare una minore permanenza di brina o neve;
- favorire condizioni più secche per terreno e vegetazione.
Un versante rivolto verso nord, invece, può ricevere meno radiazione diretta e mantenere più a lungo condizioni fresche e umide.
Non è però una regola assoluta: nuvolosità, vento, caratteristiche del terreno, vegetazione e conformazione dei rilievi possono modificare notevolmente la situazione reale.
Est e ovest: cambia anche il momento della giornata
Non esistono soltanto nord e sud.
Un versante orientato verso est riceve più facilmente il Sole nelle ore mattutine, mentre uno esposto verso ovest tende a riceverlo maggiormente nel pomeriggio.
Questo può generare comportamenti differenti.
Un pendio esposto a est può iniziare a riscaldarsi rapidamente poco dopo l’alba.
Un versante occidentale può invece rimanere più fresco durante parte della mattina e ricevere una quantità maggiore di energia nelle ore pomeridiane, quando anche l’atmosfera circostante è già più calda.
La temperatura massima giornaliera non dipende quindi soltanto dalla quantità totale di Sole ricevuta, ma anche dal momento in cui quell’energia raggiunge la superficie.
La pendenza cambia l’angolo con cui arrivano i raggi solari
Anche la pendenza del terreno è importante.
Una superficie inclinata verso il Sole può ricevere i raggi con un angolo più favorevole rispetto a un terreno pianeggiante o orientato nella direzione opposta.
Quando la radiazione arriva in maniera più perpendicolare, la stessa quantità di energia viene distribuita su una superficie più piccola e il riscaldamento può risultare più efficace.
Al contrario, quando i raggi raggiungono il terreno con un’inclinazione molto bassa, l’energia viene distribuita su un’area maggiore.
Per questo orientamento e pendenza devono essere considerati insieme.
Il terreno non si riscalda tutto allo stesso modo
Anche due superfici con esposizione simile possono comportarsi diversamente.
Il tipo di suolo, il colore, la quantità di acqua presente e la copertura vegetale influenzano il modo in cui l’energia viene assorbita e restituita all’ambiente.
Un terreno umido utilizza una parte dell’energia disponibile per l’evaporazione dell’acqua.
Una superficie più asciutta può invece trasformare una quota maggiore dell’energia disponibile in calore sensibile, aumentando più rapidamente la propria temperatura.
La risposta del territorio al Sole è quindi il risultato dell’interazione tra radiazione, esposizione, pendenza, suolo e umidità.
Perché alcuni versanti si asciugano prima?
Dopo una pioggia possiamo osservare facilmente uno degli effetti dell’esposizione solare.
Un pendio che riceve diverse ore di Sole diretto può asciugarsi più rapidamente rispetto a uno che rimane prevalentemente in ombra.
Il maggiore riscaldamento della superficie favorisce l’evaporazione dell’acqua contenuta negli strati superficiali del terreno e sulle piante.
Un versante più ombreggiato può invece conservare più a lungo:
- terreno umido;
- vegetazione bagnata;
- rugiada;
- brina;
- eventuali residui di neve nelle stagioni fredde.
Queste differenze possono persistere per molte ore e, in determinate situazioni, anche per periodi più lunghi.
Esposizione e umidità dell’aria
L’umidità relativa dipende fortemente dalla temperatura.
Se due masse d’aria contengono una quantità simile di vapore acqueo ma una delle due viene riscaldata maggiormente dal terreno, la sua umidità relativa può diminuire.
Un versante più fresco può quindi mostrare valori di umidità relativa superiori rispetto a un pendio vicino maggiormente riscaldato dal Sole.
Questo non significa necessariamente che nell’aria del versante fresco sia presente molta più acqua: una parte della differenza può dipendere semplicemente dalla temperatura.
Brina e gelo possono durare molto di più all’ombra
Durante le mattine fredde l’esposizione può diventare particolarmente evidente.
Dopo una notte con temperature basse, diverse superfici possono presentare brina.
Quando il Sole raggiunge un versante, il terreno e la vegetazione iniziano a riscaldarsi e la brina può scomparire rapidamente.
Un pendio ancora in ombra può invece restare freddo molto più a lungo.
È quindi possibile osservare nello stesso momento una zona completamente libera dalla brina e, a poca distanza, un’altra ancora ricoperta di cristalli di ghiaccio.
La temperatura dell’aria generale può essere ormai positiva, ma alcune superfici ombreggiate possono conservare condizioni molto più fredde.
Il ruolo della vegetazione
Il microclima influenza la vegetazione, ma anche la vegetazione modifica il microclima.
Piante, arbusti e alberi intercettano parte della radiazione solare, creano ombra, trattengono umidità e modificano gli scambi di calore tra terreno e atmosfera.
Nel corso del tempo, differenze persistenti di esposizione possono contribuire a creare ambienti differenti sui due lati di uno stesso rilievo.
Un versante più caldo e asciutto può favorire alcune specie, mentre un ambiente più fresco e umido può risultare più adatto ad altre.
Il paesaggio che osserviamo è quindi anche il risultato di continue interazioni tra clima, microclima, suolo e vegetazione.
Gli ostacoli possono creare ombre locali
L’orientamento generale di un versante non racconta sempre tutto.
Un altro rilievo, un edificio, un bosco oppure una parete rocciosa possono impedire alla radiazione solare diretta di raggiungere una determinata zona per una parte della giornata.
Due punti teoricamente esposti nella stessa direzione possono quindi ricevere quantità di Sole molto diverse.
Nei territori complessi il microclima può cambiare su scale estremamente piccole.
Anche Gesualdo può avere molti microclimi nello stesso momento
Il territorio di Gesualdo non è una superficie uniforme.
La presenza di rilievi, pendii, vallate e differenti esposizioni significa che la stessa situazione meteorologica può manifestarsi in modi leggermente diversi da una zona all’altra.
Una temperatura misurata in un punto descrive con precisione quel punto, ma non significa automaticamente che ogni versante circostante abbia esattamente le stesse condizioni.
È uno dei motivi per cui una stazione meteorologica deve sempre essere interpretata anche considerando il luogo nel quale è installata.
Una stazione meteo misura un luogo preciso
Ogni sensore meteorologico osserva le condizioni dell’ambiente nel quale si trova.
Una stazione installata su un versante molto esposto al Sole potrebbe registrare un comportamento differente rispetto a una stazione posta in una conca o su un pendio prevalentemente ombreggiato.
Per questo, quando si confrontano stazioni differenti, non basta guardare soltanto la distanza o la quota.
Bisogna considerare anche:
- esposizione;
- orografia;
- tipo di superficie;
- presenza di vegetazione;
- ventilazione;
- eventuali ostacoli vicini.
Piccole differenze ambientali possono produrre differenze reali nelle osservazioni.
Esposizione e inversione termica sono fenomeni diversi
È importante distinguere l’effetto dell’esposizione solare dall’inversione termica.
Durante un’inversione, l’aria più fredda può accumularsi nelle zone basse mentre quote superiori risultano più miti.
Nel caso dell’esposizione dei versanti, invece, stiamo osservando soprattutto quanto diversamente le superfici ricevono e gestiscono l’energia solare.
I due fenomeni possono naturalmente interagire.
Una mattina può iniziare con aria molto fredda accumulata nelle zone basse e, dopo il sorgere del Sole, alcuni versanti possono riscaldarsi più rapidamente di altri.
Il microclima reale nasce proprio dalla sovrapposizione di numerosi processi.
Le differenze cambiano durante l’anno
L’altezza del Sole e la durata del giorno cambiano continuamente con le stagioni.
Di conseguenza cambia anche l’importanza dell’esposizione.
In inverno il Sole percorre una traiettoria più bassa e alcune zone possono rimanere in ombra per lunghi periodi.
In estate, invece, il Sole raggiunge altezze maggiori e illumina superfici che durante i mesi freddi possono ricevere pochissima radiazione diretta.
Lo stesso versante, quindi, non mantiene identiche condizioni di illuminazione durante tutto l’anno.
Come osservare queste differenze nella vita quotidiana
Non servono necessariamente strumenti complessi per iniziare a riconoscere gli effetti dell’esposizione.
Dopo una notte fredda possiamo osservare dove la brina scompare per prima.
Dopo una giornata di pioggia possiamo confrontare quali superfici si asciugano più velocemente.
Durante una giornata serena possiamo osservare quali versanti ricevono il Sole al mattino e quali soltanto nel pomeriggio.
Possiamo inoltre notare differenze nella vegetazione, nell’umidità del terreno e nella permanenza della neve o del ghiaccio durante la stagione fredda.
Tutti questi elementi sono piccoli segnali del modo in cui il territorio modifica le condizioni atmosferiche vicino alla superficie.
Il microclima nasce dai dettagli
Quando parliamo di clima o meteorologia siamo abituati a ragionare su grandi aree, masse d’aria e sistemi atmosferici.
Ma vicino al terreno entrano in gioco dettagli molto più piccoli.
Una collina, una valle, l’orientamento di un pendio o poche ore aggiuntive di esposizione al Sole possono modificare significativamente le condizioni locali.
È proprio questo il significato di microclima: variazioni delle condizioni ambientali che interessano spazi relativamente limitati e che possono essere molto diverse da quelle di una zona vicina.
Due versanti vicini possono raccontare due storie diverse
Un versante soleggiato e uno prevalentemente ombreggiato possono trovarsi sotto le stesse nubi, ricevere la stessa pioggia e appartenere allo stesso territorio.
Eppure, nel corso delle ore, possono sviluppare temperature superficiali differenti, conservare quantità diverse di umidità e offrire condizioni differenti alla vegetazione.
Il Sole non illumina il territorio nello stesso modo ovunque, e il territorio non reagisce ovunque nello stesso modo al Sole.
Osservare l’esposizione dei versanti significa quindi aggiungere un altro tassello alla comprensione del clima locale di Gesualdo e dell’Irpinia: un clima che non dipende soltanto da ciò che avviene nell’atmosfera, ma anche dalla forma e dall’orientamento del territorio che si trova sotto di essa.
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