Perché le foglie cambiano colore in autunno? Che ruolo hanno luce e temperatura
In autunno il paesaggio cambia completamente. Alberi che per mesi sono rimasti verdi iniziano a tingersi di giallo, arancione, rosso e marrone, fino a perdere progressivamente le foglie.
È uno dei segnali più evidenti del cambio di stagione, ma dietro questo spettacolo non c’è soltanto il freddo. Il colore delle foglie dipende da un insieme di fattori: durata del giorno, quantità di luce, temperatura, disponibilità d’acqua e caratteristiche della pianta.
Vediamo quindi cosa succede realmente dentro una foglia quando arriva l’autunno.
Perché le foglie sono verdi in primavera e in estate?
Durante la bella stagione molte foglie appaiono verdi soprattutto per la presenza della clorofilla.
La clorofilla è un pigmento fondamentale per la fotosintesi: permette alla pianta di utilizzare l’energia della luce solare per produrre le sostanze necessarie alla propria crescita.
Durante primavera ed estate la pianta continua a produrla e a sostituirla continuamente.
La quantità di clorofilla presente è così elevata da coprire visivamente molti degli altri pigmenti già presenti nella foglia.
In autunno cambia soprattutto la quantità di luce
Uno dei segnali più importanti per la pianta non è semplicemente l’arrivo delle prime giornate fredde, ma la diminuzione delle ore di luce.
Avvicinandoci all’inverno, le giornate diventano progressivamente più corte e le notti più lunghe.
La pianta percepisce questo cambiamento stagionale e inizia a modificare la propria attività.
La produzione di clorofilla diminuisce e quella già presente nella foglia viene progressivamente degradata.
Il verde comincia così a scomparire.
Dove erano nascosti il giallo e l’arancione?
Quando la clorofilla diminuisce diventano finalmente visibili altri pigmenti presenti nella foglia.
Tra questi troviamo soprattutto i carotenoidi, responsabili di molte tonalità gialle e arancioni.
Questi pigmenti non compaiono necessariamente all’improvviso in autunno: spesso erano già presenti durante l’estate, ma il verde intenso della clorofilla li rendeva poco visibili.
Quando il verde diminuisce, quindi, il colore che vediamo cambia.
E il rosso da dove arriva?
Le tonalità rosse e violacee hanno un’origine leggermente diversa.
In molte specie sono legate alla produzione di pigmenti chiamati antociani.
La loro formazione può essere favorita da particolari condizioni ambientali e dalla presenza di zuccheri all’interno delle foglie.
Per questo alcuni alberi possono assumere colori rossi molto intensi mentre altri rimangono prevalentemente gialli o marroni.
Il freddo conta, ma non è l’unico responsabile
Dire semplicemente che “le foglie diventano gialle perché fa freddo” è quindi una semplificazione.
La diminuzione della luce svolge un ruolo fondamentale, mentre la temperatura può modificare velocità, intensità e durata del processo.
Notti fresche ma non gelide, associate a giornate luminose, possono favorire in alcune specie colori particolarmente intensi.
Temperature molto elevate possono invece rallentare alcuni processi stagionali e prolungare la permanenza del verde.
Perché alcune foglie diventano rosse e altre gialle?
La risposta dipende in larga parte dalla specie vegetale.
Ogni pianta possiede una diversa combinazione di pigmenti e reagisce in maniera differente alle condizioni ambientali.
Per questo nello stesso viale possiamo osservare contemporaneamente alberi ancora verdi, altri completamente gialli e altri ancora tendenti al rosso o all’arancione.
Non esiste quindi un unico colore autunnale.
Il meteo può cambiare completamente i colori dell’autunno
Due autunni consecutivi possono avere un aspetto molto diverso anche nello stesso luogo.
Le condizioni meteorologiche delle settimane precedenti influenzano infatti la vegetazione.
Tra i fattori più importanti troviamo:
- temperature diurne;
- temperature notturne;
- quantità di luce solare;
- pioggia disponibile durante l’estate e l’autunno;
- vento;
- eventuali periodi di siccità;
- arrivo anticipato di gelate.
Un autunno mite può ritardare il cambiamento?
Sì, almeno in parte.
Se settembre e ottobre rimangono particolarmente miti, alcune piante possono conservare più a lungo le foglie verdi.
La riduzione delle ore di luce continua comunque a segnalare l’avanzamento della stagione, ma temperature elevate possono modificare i tempi con cui il processo diventa evidente.
Per questo il momento di massima colorazione non cade ogni anno esattamente negli stessi giorni.
E se arriva una gelata improvvisa?
Una gelata precoce può interrompere rapidamente alcuni processi biologici.
Le foglie possono danneggiarsi, seccarsi o cadere prima di sviluppare completamente i colori più intensi.
Un autunno con passaggio graduale verso il freddo può quindi produrre un paesaggio molto diverso rispetto a una stagione caratterizzata da un brusco crollo delle temperature.
Anche la siccità può cambiare il foliage
Le piante sottoposte a forte stress idrico possono iniziare a perdere le foglie prima del normale.
Dopo un’estate molto secca alcune foglie possono diventare marroni, seccarsi rapidamente o cadere senza attraversare una lunga fase di colorazione.
La disponibilità d’acqua durante l’estate può quindi influenzare anche l’aspetto del paesaggio autunnale.
Perché alla fine le foglie cadono?
Il cambiamento di colore rappresenta soltanto una parte della preparazione della pianta all’inverno.
Alla base del picciolo della foglia si sviluppa progressivamente una zona di separazione.
La comunicazione tra foglia e ramo viene ridotta fino a quando la foglia non rimane più saldamente collegata alla pianta.
A quel punto basta il vento, la pioggia o semplicemente la gravità per farla cadere.
Perché gli alberi perdono le foglie?
Per molte specie decidue perdere le foglie rappresenta una strategia per affrontare la stagione fredda.
Durante l’inverno la disponibilità di luce diminuisce e le basse temperature rendono meno efficiente l’attività della pianta.
Mantenere una grande superficie fogliare significherebbe continuare a perdere acqua attraverso la traspirazione senza ottenere gli stessi benefici della stagione calda.
Eliminare temporaneamente le foglie consente quindi alla pianta di ridurre il consumo di risorse durante i mesi meno favorevoli.
Perché gli alberi sempreverdi non fanno la stessa cosa?
Le specie sempreverdi utilizzano una strategia differente.
Le loro foglie o aghi sono spesso più resistenti, con caratteristiche che permettono di limitare la perdita d’acqua e sopportare meglio le condizioni invernali.
Anche i sempreverdi sostituiscono le proprie foglie, ma generalmente non tutte contemporaneamente nella stessa stagione.
Il colore può cambiare anche da una parte all’altra dello stesso albero
Non è raro vedere un albero con una parte ancora verde e un’altra già completamente colorata.
L’esposizione alla luce solare, la posizione dei rami, l’umidità e le piccole differenze di temperatura possono influenzare il comportamento delle singole foglie.
Persino all’interno della stessa chioma possono quindi svilupparsi piccoli microclimi.
Il territorio modifica i tempi dell’autunno
Altitudine, esposizione dei versanti e caratteristiche del terreno possono far cambiare il momento in cui le foglie iniziano a trasformarsi.
Zone più elevate o maggiormente esposte al raffreddamento possono mostrare colori autunnali prima rispetto alle aree più riparate.
Anche una valle, un pendio soleggiato oppure una zona urbana possono seguire tempi leggermente differenti.
Per questo anche nel territorio di Gesualdo il cambiamento non avviene necessariamente nello stesso momento in ogni punto.
Il ruolo del microclima di Gesualdo
Gesualdo si trova in un territorio collinare nel quale altitudine, esposizione e circolazione dell’aria possono creare differenze termiche anche a breve distanza.
Durante l’autunno queste differenze possono riflettersi sulla vegetazione.
Alcune zone possono raffreddarsi più velocemente durante la notte, mentre versanti più esposti al Sole possono mantenere temperature più elevate durante il giorno.
Il risultato è un paesaggio che cambia progressivamente, con colori che possono comparire prima in alcune zone e più tardi in altre.
Il vento accelera la caduta delle foglie?
Sì.
Quando il processo di separazione della foglia dal ramo è già avanzato, raffiche di vento possono provocarne rapidamente la caduta.
Per questo dopo una giornata particolarmente ventosa un albero ancora molto colorato può apparire quasi spoglio nel giro di poche ore.
Pioggia intensa e temporali autunnali possono avere un effetto simile.
Il cambiamento climatico può modificare i tempi?
La risposta delle piante dipende da numerosi fattori, ma un cambiamento persistente delle temperature stagionali può modificare anche i tempi dei fenomeni biologici.
Autunni più miti possono, in alcune specie e condizioni, posticipare parte della senescenza fogliare e della caduta delle foglie.
Allo stesso tempo, estati molto calde e siccitose possono anticipare condizioni di stress e produrre una perdita precoce del fogliame.
Non esiste quindi una risposta identica per tutte le specie e per tutti i territori.
Quando vediamo i colori più belli?
Non esiste una data universale.
Il periodo migliore dipende dalla specie, dall’altitudine e soprattutto dall’andamento meteorologico dell’anno.
In genere il momento più spettacolare si verifica quando molte foglie hanno già perso gran parte della clorofilla ma non sono ancora cadute.
È una finestra che può durare diversi giorni oppure ridursi rapidamente se arrivano vento forte, piogge intense o gelate.
Non è la foglia che “muore improvvisamente”
Il cambiamento autunnale è un processo organizzato dalla pianta.
Prima della caduta vengono recuperate parte delle sostanze ancora utili presenti nelle foglie.
La pianta riduce progressivamente gli investimenti in una struttura che durante l’inverno sarebbe poco efficiente e si prepara alla fase di riposo stagionale.
Quello che osserviamo come cambiamento di colore è quindi il risultato visibile di una trasformazione biologica molto più complessa.
In sintesi
Le foglie cambiano colore in autunno soprattutto perché la diminuzione delle ore di luce modifica l’attività delle piante e riduce progressivamente la produzione di clorofilla.
Con la scomparsa del verde diventano visibili pigmenti gialli e arancioni come i carotenoidi, mentre in alcune specie possono svilupparsi tonalità rosse grazie agli antociani.
La temperatura non è quindi l’unica causa, ma ha un ruolo importante nel determinare tempi e intensità della colorazione.
Anche pioggia, siccità, vento, gelate, esposizione e microclima contribuiscono a rendere ogni autunno diverso dal precedente.
I colori autunnali non sono soltanto un cambiamento estetico del paesaggio: sono il segnale visibile del modo in cui la vegetazione si prepara all’arrivo dell’inverno.
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