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Come proteggersi dai fulmini: comportamenti corretti e falsi miti

Come proteggersi dai fulmini: comportamenti corretti e falsi miti

08/08/2026 0 commenti 49 visualizzazioni
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Durante un temporale, un riparo sbagliato può aumentare il pericolo. Vediamo come proteggersi dai fulmini in casa, in automobile e all’aperto, quali comportamenti evitare, come aiutare una persona colpita e quali falsi miti bisogna abbandonare.

I fulmini sono uno dei pericoli più imprevedibili associati ai temporali. Possono colpire anche a diversi chilometri dal nucleo di pioggia più intensa, raggiungere zone nelle quali non sta ancora piovendo e propagare la corrente attraverso terreno, acqua, impianti elettrici, tubature e strutture metalliche.

Per questo non bisogna aspettare che il temporale sia esattamente sopra di noi. Quando si vede un lampo o si sente un tuono, il temporale è già abbastanza vicino da rappresentare un pericolo.

La regola più importante è semplice: all’aperto non esiste un luogo completamente sicuro durante un temporale. La protezione migliore è raggiungere tempestivamente un edificio chiuso oppure un’automobile con carrozzeria metallica e tetto rigido.

Se senti un tuono, cerca subito riparo. Non aspettare che inizi a piovere e non affidarti alla distanza apparente delle nuvole: un fulmine può cadere anche lontano dalla parte più evidente del temporale.

Che cos’è un fulmine?

Un fulmine è una scarica elettrica molto intensa che si sviluppa quando la differenza di carica tra due regioni dell’atmosfera, oppure tra una nube e il terreno, diventa abbastanza grande da superare la capacità isolante dell’aria.

Le scariche possono avvenire:

  • all’interno della stessa nube;
  • tra due nubi differenti;
  • tra una nube e il terreno;
  • tra la nube e l’aria circostante;
  • dal terreno verso la nube, in determinate condizioni.

Non tutti i fulmini raggiungono quindi il suolo. Quelli nube-terra sono però particolarmente pericolosi per persone, animali, edifici e infrastrutture.

Il tuono è prodotto dal rapido riscaldamento e dalla conseguente espansione dell’aria lungo il canale percorso dalla scarica. La luce del lampo arriva quasi istantaneamente, mentre il suono impiega più tempo a raggiungerci.

Contare i secondi tra lampo e tuono può fornire una stima indicativa della distanza, ma non deve essere utilizzato per decidere se restare all’aperto. Se il tuono è udibile, bisogna considerare il temporale abbastanza vicino da richiedere un riparo.

Un temporale può essere pericoloso anche senza pioggia

La parte elettricamente attiva di una nube temporalesca può estendersi oltre la zona nella quale stanno cadendo pioggia o grandine.

È quindi possibile osservare:

  • cielo ancora parzialmente sereno sopra la propria posizione;
  • pioggia visibile soltanto in lontananza;
  • tuoni provenienti da una nube apparentemente distante;
  • fulmini che raggiungono aree esterne al nucleo principale del temporale.

L’assenza di pioggia non significa assenza di rischio. Alcune scariche possono svilupparsi lateralmente rispetto alla nube e raggiungere il terreno lontano dalla zona più scura.

Non aspettare la prima goccia. Se vedi lampi o senti tuoni, interrompi l’attività e raggiungi un riparo sicuro.

La regola dei 30 minuti

Dopo aver raggiunto un luogo sicuro non bisogna uscire appena la pioggia diminuisce o il cielo sembra schiarirsi.

La Protezione Civile raccomanda di attendere almeno 30 minuti dopo l’ultimo tuono prima di riprendere le attività all’aperto.

Le fasi iniziali e finali di un temporale possono essere particolarmente ingannevoli: le precipitazioni possono non essere ancora iniziate oppure possono essere già terminate, mentre l’attività elettrica continua.

Ogni nuovo tuono fa ripartire il conteggio. Non conta quindi quanto tempo sia trascorso dall’ultimo rovescio, ma quanto tempo sia trascorso dall’ultima attività temporalesca percepibile.

La prevenzione comincia prima di uscire

Il comportamento più efficace consiste nell’evitare di trovarsi in un luogo esposto quando il temporale si sviluppa.

Prima di organizzare un’escursione, una giornata al mare, una partita, un lavoro agricolo o qualsiasi attività prolungata all’aperto è utile:

  • consultare le previsioni meteorologiche;
  • controllare eventuali allerte o avvisi ufficiali;
  • valutare l’orario nel quale sono previsti i temporali;
  • individuare in anticipo edifici o automobili utilizzabili come riparo;
  • considerare il tempo necessario per abbandonare il luogo;
  • non iniziare attività dalle quali sarebbe difficile rientrare rapidamente;
  • interrompere l’attività ai primi segnali, senza aspettare il peggioramento.

Le nubi temporalesche possono svilupparsi rapidamente. Un cielo inizialmente poco minaccioso può cambiare aspetto in breve tempo, soprattutto durante i pomeriggi estivi.

Quali sono i ripari realmente sicuri?

I ripari migliori sono:

  • un edificio chiuso e solido, dotato di pareti, tetto e impianti;
  • un’automobile chiusa, con tetto rigido e carrozzeria metallica;
  • strutture ampie e completamente chiuse come uffici, negozi o centri commerciali.

Un riparo sicuro deve isolare la persona dall’ambiente esterno e offrire alla corrente percorsi alternativi rispetto al corpo umano.

Non basta che una struttura abbia un tetto. Gazebo, tettoie, verande aperte, pensiline, capanni, fermate degli autobus prive di pareti e padiglioni non offrono una protezione adeguata.

Perché l’automobile protegge?

Un’automobile con tetto rigido e carrozzeria metallica si comporta in modo simile a una gabbia di Faraday.

Se il veicolo viene colpito, gran parte della corrente tende a scorrere lungo la struttura metallica esterna, proseguendo poi verso il terreno, invece di attraversare direttamente l’abitacolo.

La protezione non dipende dagli pneumatici. Un fulmine è già riuscito ad attraversare una grande distanza nell’aria: lo spessore della gomma non costituisce un isolamento sufficiente per arrestarlo.

Non sono le gomme a rendere sicura l’automobile. È la carrozzeria metallica chiusa che offre alla corrente un percorso esterno attorno all’abitacolo.

Durante il temporale:

  • chiudi portiere e finestrini;
  • rimani all’interno del veicolo;
  • evita di toccare parti metalliche collegate alla carrozzeria;
  • non appoggiarti alle portiere;
  • evita di utilizzare dispositivi collegati ad antenne o cavi esterni;
  • attendi almeno 30 minuti dopo l’ultimo tuono prima di uscire.

L’automobile può comunque subire danni. Una scarica può compromettere antenna, pneumatici, vetri, centraline e impianto elettrico, oppure provocare un incendio.

Quali veicoli non offrono la stessa protezione?

Non tutti i mezzi sono assimilabili a una gabbia metallica chiusa. Non offrono una protezione affidabile:

  • motociclette e scooter;
  • biciclette;
  • quad;
  • golf cart;
  • trattori con cabina aperta;
  • mezzi da lavoro senza abitacolo chiuso;
  • automobili cabriolet con struttura non metallica adeguata;
  • veicoli con carrozzeria prevalentemente in materiale non conduttore.

Una persona sopra una motocicletta o una bicicletta rimane completamente esposta e deve raggiungere un edificio chiuso.

Che cosa fare in casa?

Un edificio chiuso riduce fortemente il rischio, ma non lo elimina del tutto. Un fulmine può entrare o propagarsi attraverso linee elettriche, cavi, antenne, tubature e parti metalliche collegate all’esterno.

Durante il temporale è prudente:

  • rimanere lontani da porte e finestre;
  • non sostare su balconi, porticati o verande aperte;
  • non utilizzare il telefono fisso collegato via cavo;
  • evitare apparecchi collegati alla rete elettrica;
  • non toccare prese, cavi o quadri elettrici;
  • rimandare doccia, bagno e lavaggio dei piatti;
  • evitare il contatto con rubinetti, tubature e acqua corrente;
  • non appoggiarsi a pareti o pavimenti in cemento armato;
  • non toccare elementi metallici collegati all’esterno.

Il telefono cellulare e il cordless possono essere utilizzati, purché non siano collegati alla presa elettrica per la ricarica.

Bisogna staccare le spine durante il temporale?

È utile scollegare in anticipo gli apparecchi più sensibili quando il temporale non è ancora vicino.

Non è invece prudente iniziare a manipolare spine, prese e cavi quando le scariche sono già frequenti nelle vicinanze. In quel momento è meglio mantenersi lontani dall’impianto elettrico.

Le protezioni contro le sovratensioni possono limitare alcuni danni agli apparecchi, ma non trasformano l’utilizzo di dispositivi collegati in un comportamento privo di rischio.

È pericoloso fare la doccia?

Sì, durante un temporale è consigliabile evitare doccia, bagno, lavaggio dei piatti e qualsiasi contatto prolungato con acqua corrente e tubature.

Una scarica può propagarsi attraverso gli impianti idraulici e gli elementi metallici collegati all’esterno dell’edificio.

Anche quando le tubature sono in parte realizzate con materiali plastici, l’impianto può comprendere componenti metalliche, acqua conduttrice e collegamenti con altre strutture. La scelta più prudente è attendere la fine del temporale.

Il cellulare attira i fulmini?

No. Un telefono cellulare non attira un fulmine.

Il problema non è il cellulare, ma il luogo nel quale viene utilizzato. Una persona che telefona in un campo aperto, su una spiaggia o sopra una cresta rimane esposta perché si trova all’aperto, non perché tiene in mano un telefono.

In casa o all’interno di un’automobile protetta, un cellulare non collegato al caricatore può essere utilizzato per comunicare.

Il telefono fisso con cavo è invece da evitare perché la corrente può propagarsi attraverso la linea.

Il metallo attira i fulmini?

Il metallo non attira automaticamente i fulmini. Altezza, forma, posizione ed esposizione dell’oggetto sono molto più importanti nel determinare dove può svilupparsi una scarica.

Il metallo è però un ottimo conduttore. Una recinzione, un cavo, una scala, una ringhiera o una tubatura colpiti direttamente o raggiunti dalla corrente possono trasportare l’elettricità fino a una persona.

Piccoli oggetti come chiavi, monete, collane o orologi non “richiamano” il fulmine. Possono però contribuire localmente a ustioni se attraversati dalla corrente.

Oggetti lunghi e sporgenti come canne da pesca, ombrelli, aste, mazze da golf o attrezzi possono aumentare l’esposizione perché rendono la persona più alta rispetto all’ambiente circostante.

Perché non bisogna ripararsi sotto un albero isolato?

Un albero alto e isolato rappresenta uno dei punti più esposti del paesaggio. Se viene colpito, la persona vicina può essere raggiunta in diversi modi:

  • da una scarica laterale che passa dall’albero al corpo;
  • dalla corrente che si propaga nel terreno;
  • da frammenti di legno e corteccia proiettati dall’esplosione;
  • dalla caduta di rami o dell’intero albero;
  • dal calore e da un eventuale incendio.

Anche stare semplicemente vicino al tronco è pericoloso. La corrente può raggiungere una persona senza che il fulmine la colpisca direttamente.

L’albero protegge dalla pioggia, non dal fulmine. Sotto un albero isolato il rischio può essere maggiore rispetto a quello presente nell’area circostante.

Come può un fulmine ferire senza colpire direttamente?

La scarica diretta è soltanto uno dei possibili meccanismi attraverso i quali una persona può essere colpita.

Colpo diretto

La persona entra nel canale principale della scarica. È una modalità meno frequente rispetto ad altre, ma potenzialmente molto grave.

Scarica laterale

Il fulmine colpisce un oggetto vicino, come un albero o un palo, e una parte della corrente passa lateralmente verso la persona.

Corrente nel terreno

Quando il fulmine raggiunge il suolo, la corrente può propagarsi radialmente intorno al punto d’impatto.

Se i piedi sono distanti tra loro, possono trovarsi a potenziali elettrici differenti. La corrente può quindi entrare da una gamba, attraversare il corpo e uscire dall’altra.

Questo fenomeno viene spesso associato alla cosiddetta tensione di passo.

Conduzione

La corrente può viaggiare attraverso recinzioni, fili, tubature, linee elettriche, apparecchi collegati, acqua e altre strutture conduttrici.

Canali ascendenti

Quando il canale elettrico proveniente dalla nube si avvicina al terreno, da diversi oggetti possono svilupparsi canali ascendenti. Anche un canale che non diventa il percorso principale del fulmine può provocare lesioni.

Che cosa fare in un campo aperto?

Un prato, un campo agricolo, un campo sportivo o una spiaggia sono pericolosi perché una persona può diventare uno degli elementi più alti e sporgenti.

Bisogna:

  • interrompere immediatamente l’attività;
  • non aspettare sotto una porta da calcio o una struttura metallica;
  • non ripararsi sotto l’unico albero presente;
  • abbandonare biciclette, attrezzi e oggetti lunghi;
  • raggiungere rapidamente un edificio o un’automobile chiusa;
  • non sdraiarsi a terra.

Le panchine coperte, le gradinate, le tettoie degli impianti sportivi e i piccoli spogliatoi aperti non devono essere considerati automaticamente sicuri.

Che cosa fare in montagna o in collina?

Creste, cime, dorsali, vie ferrate e punti panoramici esposti aumentano il rischio.

Ai primi segnali di temporale bisogna:

  • scendere immediatamente di quota;
  • abbandonare creste, vette e punti isolati;
  • allontanarsi da croci, tralicci e antenne;
  • evitare funi, scale e vie ferrate;
  • non sostare all’ingresso di una piccola grotta o sotto uno sperone roccioso;
  • raggiungere un edificio o un veicolo chiuso, quando possibile.

Una piccola sporgenza rocciosa non garantisce protezione: la corrente può percorrere la parete e attraversare lo spazio occupato dalla persona.

Anche valloni e zone depresse devono essere valutati con attenzione, perché durante un forte temporale possono riempirsi rapidamente d’acqua.

Che cosa fare al mare, in piscina o vicino a un lago?

L’acqua e le aree aperte aumentano l’esposizione. Appena si sente un tuono bisogna:

  • uscire immediatamente dall’acqua;
  • allontanarsi dalla riva;
  • abbandonare moli, pontili e spiagge aperte;
  • non ripararsi sotto ombrelloni o gazebo;
  • raggiungere un edificio chiuso o un’automobile;
  • attendere 30 minuti dopo l’ultimo tuono prima di tornare in acqua.

Un ombrellone non è un parafulmine protettivo e non costituisce un riparo. La sua altezza e la forma appuntita possono rendere ancora più esposta la zona immediatamente circostante.

Pesca e attività nautiche

Canne da pesca, alberi delle imbarcazioni e attrezzature sporgenti possono rendere una persona o un mezzo particolarmente esposti.

Chi si trova in barca deve tornare a riva con largo anticipo. Aspettare che il temporale raggiunga l’imbarcazione può rendere impossibile rientrare in sicurezza.

Una piccola barca aperta non è un riparo sicuro. Un’imbarcazione dotata di cabina chiusa può offrire una protezione maggiore, ma occorre rimanere lontani da elementi metallici, impianti elettrici e componenti collegati all’esterno.

Le tende e i campeggi proteggono?

Una tenda non protegge dai fulmini. Il telo non blocca la scarica e i pali possono condurre la corrente.

In campeggio bisogna raggiungere:

  • un edificio in muratura;
  • i servizi chiusi della struttura;
  • un’automobile con tetto rigido e carrozzeria metallica.

Non bisogna rimanere nella tenda contando sulla gomma del materassino o delle scarpe.

Che cosa fare quando non esiste alcun riparo?

Nessuna posizione rende sicuri all’aperto. Le seguenti indicazioni servono soltanto a ridurre parzialmente il rischio quando raggiungere un edificio o un’automobile è realmente impossibile.

  • allontanati da alberi isolati, pali e oggetti alti;
  • evita recinzioni, cavi, ringhiere e corsi d’acqua;
  • non diventare il punto più alto della zona;
  • mantieni i piedi uniti o molto vicini;
  • riduci il contatto con il terreno;
  • non sederti e non sdraiarti;
  • se sei in gruppo, distanziati dagli altri;
  • cerca comunque di raggiungere un vero riparo appena possibile.

Tenere i piedi vicini può ridurre la differenza di potenziale tra i punti di contatto con il terreno. Una posizione accovacciata può limitare l’altezza e la superficie di contatto, ma non protegge da un fulmine e deve essere considerata soltanto un’estrema soluzione temporanea.

Perché non bisogna sdraiarsi?

Sdraiarsi aumenta la superficie del corpo a contatto con il terreno e la distanza tra i possibili punti di ingresso e uscita della corrente.

In caso di fulmine nelle vicinanze, la corrente che si propaga nel suolo può quindi attraversare una parte maggiore del corpo.

Essere più bassi non compensa il maggiore contatto con il terreno. È preferibile mantenere i piedi vicini e il corpo raccolto, continuando a cercare un riparo sicuro.

È sicuro stare in gruppo?

Se più persone restano molto vicine, una singola scarica o la corrente nel terreno può coinvolgerle contemporaneamente.

Quando non è possibile raggiungere un riparo, è utile mantenere una certa distanza tra i componenti del gruppo, pur continuando a controllarsi reciprocamente.

Separarsi non rende sicuri, ma può ridurre il numero di persone colpite dallo stesso evento e lasciare qualcuno in grado di chiamare i soccorsi.

Cosa fare se una persona viene colpita?

Una persona colpita da un fulmine non conserva una carica elettrica e può essere toccata e soccorsa immediatamente.

Bisogna prima verificare che il luogo non esponga anche il soccorritore a un nuovo fulmine, a un incendio, a una caduta o ad altri pericoli.

Quindi:

  1. chiama immediatamente il 112 e comunica posizione, numero delle persone coinvolte e condizioni apparenti;
  2. verifica se la persona risponde e respira normalmente;
  3. se non respira normalmente, segui le istruzioni dell’operatore e inizia la rianimazione cardiopolmonare se sei formato;
  4. utilizza un defibrillatore automatico esterno, se disponibile, seguendone le istruzioni;
  5. controlla la presenza di ustioni, ferite, cadute o traumi;
  6. non spostare la persona se sospetti lesioni alla testa, al collo o alla schiena, salvo che sia necessario per sottrarla a un pericolo immediato;
  7. continua a controllare respirazione e stato di coscienza fino all’arrivo dei soccorsi.

Una vittima di fulmine è sicura da toccare. Non rimane elettricamente carica: il soccorso immediato, la rianimazione e l’uso del defibrillatore possono essere decisivi.

Anche una persona cosciente e apparentemente ristabilita deve essere valutata dal personale sanitario. I fulmini possono provocare alterazioni cardiache, neurologiche, ustioni, problemi all’udito e traumi da caduta.

Falsi miti sui fulmini

“Se non piove non c’è pericolo”

Falso. Un fulmine può raggiungere il terreno lontano dal nucleo principale delle precipitazioni.

“Il metallo attira i fulmini”

Falso. Il metallo non richiama la scarica, ma conduce molto bene la corrente. Altezza, forma ed esposizione sono fattori più importanti.

“Le gomme dell’auto isolano dal fulmine”

Falso. La protezione deriva dalla struttura metallica esterna del veicolo, non dagli pneumatici.

“Sotto un albero sono protetto”

Falso. Un albero isolato può essere colpito e trasferire la corrente alla persona attraverso scarica laterale e terreno.

“Il fulmine non colpisce due volte lo stesso punto”

Falso. Un punto alto o esposto può essere colpito ripetutamente, anche durante lo stesso temporale.

“Il cellulare attira i fulmini”

Falso. Il pericolo deriva dal trovarsi all’aperto. Un cellulare non collegato alla rete elettrica può essere utilizzato dentro un riparo sicuro.

“Una persona colpita è ancora elettrizzata”

Falso. La scarica dura un tempo estremamente breve e il corpo non conserva elettricità. La vittima può e deve essere soccorsa subito.

“Un piccolo gazebo è sufficiente”

Falso. Una copertura aperta protegge dalla pioggia ma non offre una barriera adeguata contro la corrente del fulmine.

“Sdraiarsi a terra è più sicuro”

Falso. Sdraiarsi aumenta il contatto con il terreno e l’esposizione alla corrente superficiale.

“Dopo il temporale posso uscire appena smette di piovere”

Falso. Bisogna attendere almeno 30 minuti dopo l’ultimo tuono.

Fulmini e previsioni meteorologiche

Le previsioni possono indicare condizioni favorevoli ai temporali, ma non possono stabilire con precisione il punto nel quale cadrà ogni singolo fulmine.

Anche radar e reti di rilevamento descrivono l’attività in corso e la possibile evoluzione, ma non rendono sicuro restare all’aperto mentre il temporale si avvicina.

Un avviso di possibilità di temporali non significa che ogni località sarà colpita, ma indica che bisogna organizzare le attività tenendo conto di uno sviluppo potenzialmente rapido e localizzato.

Le informazioni di Meteo Gesualdo possono aiutare a riconoscere una giornata favorevole ai temporali e a seguire l’evoluzione locale. Non sostituiscono però le allerte, le indicazioni della Protezione Civile e le decisioni operative delle autorità.

In sintesi

  • se senti un tuono, il temporale è abbastanza vicino da essere pericoloso;
  • non aspettare che inizi a piovere per cercare riparo;
  • all’aperto nessun luogo è completamente sicuro;
  • raggiungi un edificio chiuso o un’automobile con carrozzeria metallica;
  • l’auto protegge grazie alla struttura esterna, non alle gomme;
  • gazebo, tettoie, tende e alberi isolati non sono ripari sicuri;
  • allontanati da acqua, recinzioni, pali e oggetti sporgenti;
  • in casa evita tubature, doccia, telefono fisso e apparecchi collegati;
  • attendi almeno 30 minuti dopo l’ultimo tuono prima di uscire;
  • una vittima di fulmine non conserva carica elettrica;
  • chiama immediatamente il 112 e presta soccorso seguendo le indicazioni ricevute;
  • previsioni e mappe aiutano, ma non possono indicare il punto esatto del prossimo fulmine.

Il fulmine dura una frazione di secondo, ma la sicurezza dipende dalle decisioni prese prima della scarica. Cercare riparo tempestivamente è molto più efficace che tentare di valutare a occhio la distanza del temporale.

Un comportamento prudente non significa avere paura di ogni nube. Significa conoscere il fenomeno, riconoscere i luoghi realmente sicuri e non affidarsi a ripari o convinzioni che proteggono dalla pioggia, ma non dall’elettricità.

Fonti

Percorso editoriale

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